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Napoletano, nato a Mergellina ha vissuto fino ad undici anni vicino al mare per poi trasferirsi nella zona collinare della città dove vive da quarant’anni. Per anni ha militato in associazioni ambientaliste per poi fondarne una nel 1989, "la Terra Nostra" che aveva come unico scopo sociale la messa a dimora di alberi. Alla fine di ogni anno i fondi raccolti con le quote sociali servivano esclusivamente all'acquisto di essenze arboree da piantare. Nel 1989 presso la federazione dei Verdi di Roma incontra Alfonso Pecoraro Scanio ed entra nel partito sostenendo quest'ultimo alle elezioni regionali del 1990. Nel 1992 viene eletto consigliere alla circoscrizione di Soccavo ed il suo iperattivismo viene poi premiato con l'elezione a consigliere comunale alle amministrative del 1993. Nel 1995 diventa capogruppo dei Verdi al consiglio comunale e all'inizio del 1997 Bassolino gli conferisce la delega per le tematiche animaliste, ma solo per nove mesi. Alle amministrative del 1997 viene rieletto consigliere comunale con un gran numero di consensi e nel 1998 viene eletto presidente della prima commissione ambiente realizzata al comune di Napoli.  Nel 1999 inizia a non condividere la linea "morbida" del partito sulle tematiche ambientali e "perde" la carica di capogruppo. Nel 2000 si candida alla regionali, osteggiato ed isolato dal partito, in campagna elettorale giunge terzo con circa 4000 voti di cui 3000 raccolti a Napoli e quasi 1000 nella circoscrizione Arenella. Non viene eletto perché si favorisce un candidato sostenuto da soggetti appartenenti alla criminalità organizzata (per questo motivo poi la persona in questione eletta nel 2000 consigliere regionale nei Verdi è stata condannata nel 2008 a due anni e otto mesi di reclusione e destituita dalla carica di consigliere regionale). Dopo 12 anni di vita dedicati ai Verdi, deluso dal partito, per denunciare in maniera eclatante quei fatti poi accertati dai giudici solo otto anni dopo, Attanasio lascia i Verdi nel luglio 2000. Lo stesso nel luglio 2001 fonda una nuova associazione il M.E.C. (Movimento Civico Ecologista) della quale è Presidente e a cui aderiscono centinaia di simpatizzanti. Un anno dopo, luglio 2002, l'ex p.m. Antonio Di Pietro lo chiama a ricoprire a Napoli la carica di Responsabile cittadino per il partito che ha fondato, "Italia dei Valori". Attanasio costruisce il partito a Napoli. Nel 2003, assieme a militanti e amici, raccoglie in città circa quindicimila firme a favore del referendum promosso contro il lodo Schifani (salva - Berlusconi). Dal luglio 2003 al giugno 2004 è Assessore ai tempi della città nel comune di Melito di Napoli. Nel 2004, alle elezioni provinciali, in qualità di responsabile cittadino del partito porta Italia dei Valori al 3,1% a Napoli con punte di oltre il 5% nella zona collinare. Attualmente è Presidente dell'associazione ambientalista Verdecologista. Nel 2011 è stato  eletto Consigliere Comunale con IDV e ha ricoperto la carica di Presidente della Commissione Ambiente. Si è dimesso da tale incarico nel 2012 ed in seguito è rientrato nei Verdi, partito che per le già citate vicende del 2000 era stato costretto a lasciare, situazione che gli si è ripresentata per le deludenti condizioni in cui continua a ritrovarsi il suddetto partito dove l'unico obiettivo di gran parte del partito in Campania è quello di occupare posizioni di potere a discapito delle battaglie ambientaliste. A novembre del 2014 è stato eletto Consigliere Metropolitano e poi assessore al Turismo. Nell'agosto del 2015 appurata l'impossibilità di ricostruire i Verdi, costretto dagli stessi pseudo-verdi ad andare via, è passato nel Partito Democratico, dimettendosi correttamente dalla carica di delegato al Turismo per l'area Metropolitana di Napoli.






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